Bilancio di stagione Euroformula Open 2026: risultati, podi e classifiche RP

Alzate il calcolo delle probabilità: con le gare di Hockenheim archiviate a metà settembre e il campionato in attesa del suo epilogo, l’Euroformula Open 2026 ha già scelto il proprio protagonista e ha lasciato tutto il resto in sospeso. Enzo Yeh, taiwanese del team Motopark, ha accumulato un margine che nessun avversario riesce più a incidere, mentre dietro di lui cinque piloti si contendono una classifica dei piazzamenti che è rimasta aperta fino all’ultimo. I numeri parlano di una stagione equilibrata nella parte bassa e dominata nella parte alta: sette vittorie per il leader, almeno altri sette distribuite tra gli inseguitori e un gradino del podio che ogni weekend ha cambiato proprietario.
Il bilancio prende forma con il calendario quasi esaurito: otto appuntamenti a doppio weekend, ventiquattro gare al via, e solo la chiusura di Barcellona, in programma per la fine di ottobre, che manca all’appello. La stagione si è aperta in Portogallo, è passata per Spagna, Italia, Ungheria e Francia, è tornata in Germania e si concluderà in Catalogna. Quel che è rimasto delle classifiche RP — le posizioni ufficiali della categoria — fotografa una battaglia decisa e un’incertezza calcata fino all’ultimo.
Il calendario: otto appuntamenti, ventiquattro gare
Il format della serie, tradizionalmente generoso in gare, ha confermato nel 2026 la struttura consolidata degli anni recenti: un weekend comprende prove libere, qualifiche e fino a tre gare, con una griglia invertita nella terza che apre sempre una finestra di opportunità a chi parte davanti. Il calendario si è snodato così:
- Portimão, Autódromo Internacional do Algarve (17–19 aprile) — apertura della stagione sul tracciato portoghese;
- Jerez, Spagna (maggio) — secondo appuntamento iberico consecutivo;
- Misano, Italia (5–7 giugno) — esordio del circuito romagnolo nel calendario della serie, che ha sostituito il Red Bull Ring;
- Hungaroring, Ungheria (3–5 luglio) — round estivo che ha regalato la prima vittoria a Jan Koller;
- Paul Ricard, Le Castellet (17–19 luglio) — round francese con tre vincitori diversi nelle tre gare;
- Hockenheimring, Germania (11–13 settembre) — la stagione ha confermato il dominio di Yeh sul circuito tedesco;
- Monza, Italia (25–27 settembre) — i tracciati italiani hanno chiuso la stagione con il round lombardo;
- Barcelona-Catalunya, Spagna (23–25 ottobre) — l’appuntamento conclusivo che definisce la classifica finale.
La scelta di Misano in sostituzione del Red Bull Ring è stata una delle mosse editoriali più discusse: ha tolto al calendario un classico dell’Austria per introdurre un circuito che la serie non aveva mai toccato. L’effetto sui piloti si è visto subito: chi ha ben lavorato nel simulatore e chi ha colto l’occasione per adattarsi rapidamente al tracciato nuovo ha guadagnato punti preziosi.
La classifica piloti: Yeh solo in cima
A ventun gare di campionato, la gerarchia dei punti si è ormai saldata. Il discorso del titolo è chiuso in ogni scenario ragionevole; il discorso del podio e delle posizioni intermedie resta aperto fino a Barcellona. Ecco come si presentano le classifiche RP a poche settimane dalla fine:
| Posizione | Pilota | Nazionalità | Vittorie | Punti |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Enzo Yeh | Taiwan | 7 | 328 |
| 2 | Diego de La Torre | Messico | 2 | 243 |
| 3 | Jesse Carrasquedo Jr. | Messico | 3 | 221 |
| 4 | Everett Stack | USA | 2 | 211 |
| 5 | Alessandro Famularo | Venezuela | 2 | 175 |
| 6 | Javier Herrera | Messico | 1 | 167 |
| 7 | Wiktor Dobrzański | Polonia | — | 132 |
| 8 | Lorenzo Castillo | Spagna | — | 67 |
| 9 | Jan Koller | Repubblica Ceca | 2 | 46* |
| 10 | Filippo Fiorentino | Italia | 1 | 46* |
*L’ordine tra Koller e Fiorentino dipende dai punteggi finali e dai piazzamenti; la classifica si assesterà solo a Barcellona.
Il quadro è inequivocabile: Yeh ha costruito il proprio dominio con una costanza impressionante, raccogliendo podi in quasi ogni gara e convertendo le vittorie in un margine superiore agli ottanta punti rispetto al secondo. La serie prevede di scartare i tre risultati peggiori di ciascun pilota, un meccanismo che penalizza chi incontra gare sfortunate e che comunque non è riuscito a indebolire la rete di vantaggi del leader. A seguire, la battaglia per il secondo posto tra de La Torre e Carrasquedo resta agguantabile, mentre Stack e Famularo si spingono per la quinta piazza in un duello che può ribaltarsi in una singola gara.
Le storie della stagione: dominio, rivincite e sorprese
Ogni campionato racconta più di una classifica. Il 2026 ha prodotto almeno tre trame parallele che ne definiscono il carattere:
- Il dominio metodico di Enzo Yeh — il taiwanese ha vinto sette gare e ha collezionato podi a ripetizione, mantenendo una costanza che ha trasformato ogni round in un’ulteriore conferma; la sua performance più notevole è stata la capacità di proteggere il margine anche nei weekend meno brillanti, come a Paul Ricard dove ha chiuso con un decimo posto nella gara invertita ma con il giro più veloce in tasca;
- La scalata di Carrasquedo e de La Torre — entrambi i messicani hanno dato corpo alla lotta per il secondo posto, alternando vittorie e ritiri; Carrasquedo ha aggiunto tre successi con una prestazione eccellente a Paul Ricard, dove ha firmato la prima pole della carriera e una vittoria controllata dalla partenza all’arrivo;
- Le sorprese dei vincitori occasionali — Javier Herrera ha dato il via al club dei vincitori singoli, Filippo Fiorentino si è imposto nella seconda gara di Paul Ricard e Jan Koller ha trasformato la griglia invertita in due successi, dimostrando che la terza gara di ogni weekend resta un rubinetto di opportunità per chi parte davanti.
Queste trame convivono con un dato strutturale: il campionato è stato ancora una volta il territorio di Motopark e di pochi team principali, con una distribuzione di vittorie che ha toccato almeno sette piloti diversi — un valore che le categorie minori raramente offrono e che ha tenuto la serie viva anche nei weekend di dominio del leader.
Il meraviglioso mondo dei podi
Le statistiche di podio di questa stagione raccontano, meglio delle vittorie, quanto sia stato equilibrato l’ingresso nella classifica dei migliori. Oltre ai protagonisti delle vittorie, i podi hanno toccato anche nomi che non si sono mai imposti: Wiktor Dobrzański ha costruito la sua stagione sui podi senza mai vincere, lo spagnolo Lorenzo Castillo è entrato nel giro dei dieci punti con regolarità e l’italiano Fiorentino ha colpito nel weekend più imprevedibile della stagione. La serie conferma la sua identità: una competizione dove la gloria del podio è accessibile e dove la terza gara, con griglia invertita, è il grande moltiplicatore di opportunità.
Il campionato Rookie: Herrera in testa
Accanto alla classifica assoluta, l’Euroformula Open assegna un titolo dedicato ai debuttanti, e il 2026 lo ha visto configurarsi come una battaglia messicana. Javier Herrera, del team DRIVEX, ha mantenuto la guida del campionato Rookie per gran parte della stagione, difendendo la posizione con risultati regolari e un’abilità di adattamento notevole. Alle sue spalle, altri esordienti come il ceco Koller hanno costruito performance che promettono una battaglia nelle ultime gare di Barcellona. Il titolo Rookie, per la serie che ha lanciato negli anni piloti come Liam Lawson, Yuki Tsunoda e Jack Doohan, resta il più ambito mercato dei giovani talenti verso la Formula 3 internazionale.
Cosa aspettarsi da Barcellona
L’ultima tappa del campionato, sul circuito catalano, ha un ruolo ben definito: non decidere il campionato, che è ormai andato a Yeh, ma stabilire le posizioni finali della classifica, assegnare il titolo Rookie e chiudere il conto delle vittorie stagionali. Le domande rimaste aperte:
- Chi chiude il campionato dietro a Yeh? — de La Torre parte con ventidue punti di vantaggio su Carrasquedo, un margine che tre gare possono incrinare ma non abbattere facilmente; la battaglia per il secondo resta, di fatto, l’ultimo grande trofeo in palio;
- Quinto e sesto posto — Stack e Famularo sono separati da appena trentasei punti e una gara di griglia invertita può ribaltare la gerarchia tra i due;
- Il Rookie — Herrera difende, Koller aggredisce: le ultime gare di Barcellona assegnano il trofeo dei debuttanti;
- Il club dei vincitori — sette piloti hanno già vinto nel 2026; Barcellona può allargare il club o consacrarne la chiusura.
Il finale di Barcellona, con la griglia invertita dell’ultima gara, è il saggio finale di una stagione che ha confermato una delle strutture più generose del motorsport europeo: ventiquattro gare, otto weekend, un titolo deciso in anticipo e tutto il resto incerto fino all’ultimo giro.
Il bilancio di una stagione
L’Euroformula Open 2026 si chiuderà, quando la bandiera a scacchi di Barcellona cadrà, con un bilancio peculiare: un dominio quasi assoluto in cima e una distribuzione di vittorie insolitamente ricca dietro. Enzo Yeh ha attraversato otto weekend con la solidità di un campionato che gli apparteneva da tempo; Carrasquedo, de La Torre, Stack, Famularo e Herrera hanno reso la battaglia dietro allo squalifica il vero contenuto della stagione; Koller, Fiorentino e Dobrzański hanno dimostrato che in questa categoria la gloria non riserva sorprese preselesi.
Il merito della serie è quello di aver offerto, con il proprio format a tre gare e la griglia invertita, una quantità di opportunità che nessun’altra categoria di Formula 3 in Europa offre. I piloti crescono, le classifiche si assestano, e la stagione 2026 — vista dal bilancio di settembre — si candida come una delle più ricche di storie degli ultimi anni. Barcellona chiuderà i conti: ai classificatiRP la parola finale.