Le statistiche di RP Motorsport in Euroformula Open: podi, giri veloci e pole dal 2016 a oggi

Quando si parla di dominio in Euroformula Open, il nome di RP Motorsport salta subito all’occhio. La squadra italiana è stata tra i protagonisti assoluti del campionato organizzato da GT Sport, tanto da rendersi autrice, nel giro di poco più di due anni, di una delle sequenze vincenti più impressionanti mai viste in una formula di contropiede europea. Le sue statistiche raccontano una parabola netta: una crescita rapida, un vertice assoluto nel 2017 e nel 2018 e poi un progressivo allontanamento, fino all’assenza totale dal campionato negli ultimi anni.

I numeri complessivi danno bene l’idea del peso del team nella storia della serie. Nell’era Euroformula Open, apertasi nel 2014, il team ha conquistato cinquanta vittorie, quarantadue pole position e quarantun giri veloci. La maggior parte di questo bottino è arrivata proprio nel periodo compreso tra il 2016 e il 2019, con due stagioni che da sole rappresentano il picco sportivo dell’intera storia della squadra.

Il 2016: la base di partenza

Il primo anno preso in esame non portò titoli, ma lasciò segni chiari. RP Motorsport schierò un parco piloti molto variegato: Damiano Fioravanti, Antoni Ptak, Tanart Sathienthirakul, Tatiana Calderón e, nelle ultime gare, Jack Aitken. Fu proprio il giovane britannico di nascita coreana a firmare le due vittorie stagionali della squadra, andando a giocarsela con i leader del campionato nonostante un campionato parziale di sole quattro tappe. A completare il bottino arrivò la vittoria di Antoni Ptak nella prima gara di Monza, una sorpresa che fissò l’annata in memoria.

Il bilancio complessivo fu solido: tre vittorie, tre pole position e due giri veloci, con Fioravanti quinto, Ptak sesto, Sathienthirakul settimo, Aitken ottavo e Calderón nona nella classifica piloti. Il titolo andò a Leonardo Pulcini con Campos Racing, ma il messaggio era chiaro: il team italiano aveva la macchina e la struttura per giocarsi il tutto per tutto l’anno successivo.

Il 2017: il titolo con Harrison Scott

La profezia si avverò quasi alla perfezione. Harrison Scott dominò il campionato con dodici vittorie, undici pole position e nove giri veloci, chiudendo con 340 punti e con un margine che rese il finale di stagione praticamente una passeggiata. Il britannico scrisse una delle stagioni più tirate della storia del campionato, tanto che il suo primato di dodici successi in un’annata restò il miglior exploit stagionale della serie fino all’anno dopo.

A quel bottino se ne aggiunse uno speciale: in chiusura di stagione, sul circuito di Barcellona, un giovanissimo Felipe Drugovich scese in pista come pilota ospite e realizzò pole e vittoria nella seconda gara. Nella classifica costruttori RP Motorsport raccolse 521 punti con tredici vittorie totali, aggiudicandosi il titolo di squadra e trasformando l’annata in una doppietta piloti e team.

Il 2018: la stagione perfetta di Felipe Drugovich

Se il 2017 fu dominio, il 2018 fu quasi annichilimento. Drugovich, confermato come pilota titolare, vinse quattordici delle sedici gare in calendario, stabilendo il record di successi in una singola stagione dell’Euroformula Open. Alle vittorie si aggiunsero dieci pole position e sedici podi su altrettante gare: mai fuori dal podio, mai in dubbio il titolo. La classifica costruttori ripeté il copione dell’anno prima, con 590 punti e il campionato squadre nuovamente in tasca.

La stagione rese bene anche gli altri membri del parco piloti. Guilherme Samaia colse la sua vittoria in carriera a Jerez, mentre Aleks Karkosik, Kaylen Frederick, David Schumacher, Michael Benyahia e Leonardo Lorandi arricchirono un piatto che rendeva il box RP uno dei più affollati e prolifici della serie. Nell’insieme, il 2018 resta l’annata irripetibile del team: titoli, record e una superiorità che il campionato non aveva mai visto con una sola macchina.

Le stagioni a confronto aiutano a misurare la portata di questo ciclo vincente e a capire perché il buio successivo sia sembrato così netto. Il salto di qualità tra il 2016 e il 2018 è evidente a colpo d’occhio:

Stagione Vittorie Pole position Esito in classifica team
2016 3 3 terzo posto, 95 punti
2017 13 12 campione, 521 punti
2018 15 10 campione, 590 punti
2019 0 0 sesto posto, 24 punti
2020–2026 0 0 assente dal campionato

I numeri parlano da soli: in due stagioni il team realizzò ventotto vittorie, quasi il doppio delle ventidue gare vinte nel resto del periodo considerato. Il 2019 e gli anni successivi, al contrario, segnano il declino: nessun successo, un rientro parziale e infine l’uscita di scena completa. È la fotografia di un ciclo che si chiuse quando il campionato cambiò volto, con Motorport più strutturate e budget più alti che spostarono l’ago della bilancia verso squadre britanniche e tedesche.

Il 2019 e il progressivo distacco

Il 2019 fu un anno di transizione ingannevole. RP Motorsport non schierò un programma completo, alternando presenze e assenze e cambiando fornitore di motore nel corso della stagione. Javier González fu il pilota più costante, chiudendo diciassettesimo con ventidue punti, mentre a Monza il team tornò in forza con Kyle Kirkwood e Lorenzo Ferrari. Il bilancio finale: ventiquattro punti, sesto posto tra le squadre, zero vittorie e zero pole.

Da lì in poi il distacco dal campionato fu totale. La dirigenza spostò le risorse verso altri programmi, in particolare la Formula Regional European Championship con il progetto DR Formula by RP Motorsport e il campionato americano Indy Pro 2000, dove nel 2019 il team vinse proprio con Kirkwood. Sull’Euroformula Open, dal 2020 a oggi, RP Motorsport non è più rientrata: le statistiche si sono di fatto fermate al 2019, con le ultime pole e gli ultimi podi che risalgono all’epoca di Drugovich.

I traguardi che il team ha lasciato nell’albo della serie possono essere riassunti in pochi numeri decisivi:

  1. Quattordici vittorie in una stagione, realizzate da Drugovich nel 2018, tuttora record assoluto dell’Euroformula Open.
  2. Quindici successi totali in carriera per Drugovich nella categoria, tutti con la tuta di RP Motorsport, record anch’essi.
  3. Dodici vittorie in un campionato per Harrison Scott nel 2017, primato dell’epoca prima dell’exploit del brasiliano.
  4. Due doppiette di titoli piloti e team consecutive, nel 2017 e nel 2018, un caso quasi unico nella storia recente della serie.
  5. Cinquanta vittorie complessive nell’era Euroformula Open, di cui una trentina conquistate dal 2016 in poi.

Questi primati spiegano perché il nome RP Motorsport rimane impresso nel DNA del campionato anche dopo anni di assenza. Nessun altro team ha mai raggiunto questa concentrazione di successi in un ciclo così breve, e i record del 2018 hanno resistito a tutte le stagioni che sono seguite, compresi i rinnovamenti tecnici dei telai e dei motori.

I nomi che sono passati in casa RP

Il vivaio del team ha attraversato generazioni di piloti, e diversi di loro sono poi approdati a campionati molto più esposti. I volti che hanno scritto la storia RP in Euroformula Open sono i seguenti:

  • Jack Aitken — due vittorie nel 2016, poi arrivato fino al debutto in Formula 1 con la Williams a Sakhir nel 2020.
  • Harrison Scott — campione 2017, dodici vittorie e una stagione che lo rese l’uomo da battere della serie.
  • Felipe Drugovich — campione 2018 e poi iridato di Formula 2 nel 2022, pilota di sviluppo in Formula 1 con l’Aston Martin.
  • Antoni Ptak — autore di una vittoria a Monza nel 2016, uno dei volti storici del team nel periodo di transizione.
  • Tatiana Calderón — da RP Motorsport cresciuta fino a campionati di Formula 2 e sport prototipi, tra le poche donne nel monociclo.
  • Kyle Kirkwood — rientro nel 2019 a Monza e poi campione Indy Pro 2000 con lo stesso team, oggi vincente in IndyCar.

La lista racconta un vivaio capace di coniugare nomi in ascesa con piloti d’esperienza, una caratteristica che ha reso le stagioni di punta del team tanto spettacolari quanto numerose. Spesso erano proprio gli eventi emergenti, come David Schumacher o Kaylen Frederick, a essere scelti per programmi parziali, mentre i piloti titolari portavano il peso dei titoli.

Dal 2020 a oggi: l’eredità

Oggi l’Euroformula Open vive una stagione differente, con un calendario composto da otto tappe e una Dallara 324 spinta da motori Toyota, ma sulle griglie non c’è più traccia della squadra italiana. L’eredità del ciclo 2016-2019 resta comunque molto solida: oltre alla quota di statistiche conquistate, il team ha lasciato un’impronta precisa nel modo in cui il campionato viene ricordato. Le stagioni di Scott e di Drugovich sono i capitoli più celebri della serie, e le cifre che li accompagnano sono un riferimento contro cui ogni futura squadra dovrà misurarsi.

In definitiva, le statistiche di RP Motorsport nell’Euroformula Open raccontano un modello di squadra che seppe dominare quando le condizioni erano giuste e che, con la stessa rapidità, ha scelto di puntare su altri orizzonti quando il panorama è cambiato. I cinquanta successi totali e i due titoli consecutivi restano il tratto più chiaro del suo passaggio nel campionato, un’eredità che nessuno dei competitor attuali ha ancora superato.