Riepilogo stagione 2026 gara per gara: il percorso di RP Motorsport

Quando nel febbraio 2026 RP Motorsport annunciò il proprio rientro in Euroformula Open, dopo un’assenza durata più di sei anni, l’opinione corrente tra addetti ai lavori era prudente: il campionato si era intanto rinnovato, con la Dallara 324 spinta dai motori Toyota e con squadre come la Motopark capace di far pesare budget e strutture di sviluppo come mai prima d’ora. Eppure la stagione si è chiusa con un bilancio che nessuno, a inizio anno, avrebbe osato promettere: una vittoria, un pugno di podi, la quarta piazza tra le squadre e una crescita continua che ha trasformato un esordio timido in uno dei piccoli racconti più gradevoli dell’annata.
Il ritorno e il progetto
Il team di Correggio è rientrato nel campionato con un progetto chiaro e molto delimitato: una coppia di piloti giovani, un programma completo sulle otto tappe in calendario e l’obiettivo dichiarato di chiudere in zona punti con regolarità, senza ambizioni di titolo. In pole posizione del progetto sportivo c’è stata la continuità con la tradizione del team: stessa base tecnica a Correggio, stesso approccio fatto di sviluppo progressivo e fiducia nei giovani, la stessa filosofia che aveva portato alle stagioni trionfali di Harrison Scott e Felipe Drugovich tra il 2017 e il 2018.
La coppia di piloti ha funzionato come contrappunto: un esordiente Italiano molto rapido in qualifica e un pilota più esperto di scuderia, arrivato da una stagione di transizione in un altro campionato di formula. La combinazione ha permesso di distribuire il carico di sviluppo della macchina tra due stili di guida differenti, e nei weekend più difficili è stata proprio la comparing dei dati tra i due a sbloccare le situazioni più intricate.
Il campionato, tappa dopo tappa
Il percorso stagionale ha seguito un andamento a onde: un inizio di apprendimento, una primavera d’esplosione, una scogliera estiva e un finale di crescente solidità. Ripercorriamo le otto tappe in ordine di calendario, con il risultato migliore e il bilancio di ciascun weekend:
- Portimão, 17–19 aprile: la stagione si apre con prudenza. L’esordiente Cavalli rientra in zona punti già nella prima gara, chiudendo sesto, mentre Ortega fatica a gestire la nuova macchina. Team si ferma a quattordici punti: poco, ma il segnale è che entrambe le vetture sono competitive in gara.
- Spa-Francorchamps, 15–17 maggio: la svolta. Cavalli firma la prima podio della nuova era con il secondo posto nella gara due, dopo una rimonta spettacolare partito dalla terza fila. Il team si trasforma in una protagonista: ventisei punti in un solo weekend.
- Misano, 5–7 giugno: il weekend della vita. Davanti al pubblico di casa, Cavalli conquistare la pole position e vince la gara uno, la prima vittoria di RP Motorsport in Euroformula Open dal 2018. Ortega aggiunge punti e la classifica team balza in avanti di quarantacinque lunghezze.
- Hungaroring, 3–5 luglio: il momento di gloria continua. Due podi sul circuito ungherese, con il secondo e il terzo posto di Cavalli e il miglior risultato stagionale di Ortega. Quaranta punti, quinta piazza provvisoria tra le squadre.
- Paul Ricard, 17–19 luglio: il bivio. Un contatto in gara uno lascia zero punti e una macchina da ricostruire, mentre nella gara finale Ortega recupera un quinto posto ben costruito. Solamente diciassette punti: il weekend più magro dell’annata.
- Hockenheimring, 11–13 settembre: il rientro estivo si risolve con solidità. Cavalli firma un quarto posto in gara due, il team rimane in zona punti in ognuna delle tre gare e la classifica si stabilizza.
- Monza, 25–27 settembre: la cattedrale della velocità regala un podio con giro più veloce, third place di Cavalli nella gara uno. Ventinove punti che riportano il team a ridosso del podio della classifica costruttori.
- Barcelona-Catalunya, 23–25 ottobre: il finale. Cavalli chiude il campionato con un secondo posto nella gara tre, ultimo atto della stagione, mentre Ortega va a punti e accompagna il team a ventotto punti totali del weekend.
La lettura complessiva del disegno stagionale mostra con precisione dove si sia costruita la campagna: i quattro weekend centrati tra maggio e luglio hanno reso l’ottanta per cento del bottino, mentre le due tappe più difficili — Paul Ricard e Portimão — hanno pesato solamente una piccola parte. È il segno di una squadra che ha imparato rapidamente ma che ha ancora margini di crescita nella gestione dei weekend meno congeniali.
I punti, appuntamento per appuntamento
Per misurare l’andamento del team oltre che delle singole gare, è utile guardare la somma progressiva dei punti della classifica costruttori, che esprime bene il ritmo della stagione e i picchi di rendimento. I valori si legano così:
| Tappa | Circuito | Miglior risultato | Punti sommati | Totale progressivo |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Portimão | 6° (Cavalli) | 14 | 14 |
| 2 | Spa-Francorchamps | 2° (Cavalli) | 26 | 40 |
| 3 | Misano | 1° (Cavalli) | 45 | 85 |
| 4 | Hungaroring | 2° (Cavalli) | 40 | 125 |
| 5 | Paul Ricard | 5° (Ortega) | 17 | 142 |
| 6 | Hockenheimring | 4° (Cavalli) | 24 | 166 |
| 7 | Monza | 3° (Cavalli) | 29 | 195 |
| 8 | Barcelona-Catalunya | 2° (Cavalli) | 28 | 223 |
I 223 punti finali valgono la quarta piazza della classifica team, un risultato che per un rientro completo dopo anni di assenza assume un peso ben superiore alla cifra grezza. Il distacco dal vertice resta nonetheless netto: la Motopark ha dominato il campionato con un margine ampio, e il passo che separa RP Motorsport dai team che hanno lottato per il titolo si misura in decimi sul giro più che in strategia. I due weekend di giugno e luglio da soli valgono quasi un terzo del bottino stagionale, a riprova di quanto l’andamento sia stato intenso e concentrato.
I momenti che hanno definito la stagione
Ogni campionato si lascia raccontare attraverso qualche episodio che resta impresso più di qualsiasi cifra. Nel percorso 2026 di RP Motorsport, i passaggi decisivi sono stati cinque:
- La vittoria casalinga di Misano — la prima dal 2018, conquistata dalla pole davanti al pubblico romagnolo: il momento che ha trasformato la stagione da discreta in memorabile.
- Il podio al debutto a Spa — il secondo posto di Cavalli nella seconda gara, giusto al secondo weekend, che ha confermato la solidità del progetto fin da subito.
- La lezione di Paul Ricard — il contatto e l’azzeramento in gara uno, un weekend che il team ha usato come materia prima per crescere nella seconda metà del campionato.
- Il dialogo tra i due piloti — la crescita simultanea di Cavalli e Ortega, resa possibile dal confronto continuo sui dati e su setup differenti.
- La costanza nel finale — ventiquattro gare su ventiquattro in zona punti tra Hockenheim, Monza e Barcellona, il periodo di rendimento più stabile dell’annata.
Questi momenti, messi in fila, raccontano una squadra che ha saputo girare pagina rapidamente dopo i colpi e che ha costruito il proprio valore nella parte centrale del campionato, quando le condizioni e le piste lo hanno permesso. La capacità di reagire dopo il weekend nero di Paul Ricard, in particolare, è stata menzionata da tutto il box come il punto di svolta dell’anno.
La classifica finale e il bilancio
In classifica piloti Cavalli ha chiuso settimo con 149 punti, un risultato notevole per un esordiente nel campionato, mentre Ortega ha chiuso undicesimo con settantaquattro punti, con un fin di stagione in continua crescita. Sommati, i 223 punti del team valgono il quarto posto tra le squadre, davanti a formazioni con un budget ben superiore e dietro alle tre squadre che hanno lottato per il titolo. Il regolamento prevede lo scarto dei tre risultati peggiori per ciascun pilota, e anche in questa ottica il bilancio regge: nessuna annata di RP Motorsport ha mai mostrato questa continuità di piazzamenti in zona punti in una stagione di ritorno.
In sintesi, la stagione 2026 di RP Motorsport si chiude con un verdetto chiaro: un rientro ben pianificato, premiate da una vittoria e da sei podi complessivi, un team che ha saputo stare al passo con un campionato rinnovato e una base di piloti su cui costruire il futuro. Il prossimo passo, con il ritorno di Silverstone e il calendario 2027 già annunciato, è trasformare la continuità in costanza di podi, e magari in qualche sorpresa in chiave titolo.